Spasmi neonati nel sonno: mioclonie e quando preoccuparsi

Gli spasmi dei neonati nel sonno, quegli scatti improvvisi che fanno sobbalzare braccia, gambe e a volte tutto il corpicino proprio mentre il bambino sembra più sereno, sono tra le cose che più mettono in allarme un genitore. 

Succede quasi sempre di notte, quando la casa è silenziosa e ogni minimo movimento della culla sembra amplificato. Ti sporgi, guardi meglio, e il tuo piccolo ha appena avuto un sussulto. Poi un altro. E la domanda arriva da sola: è normale?

Nella stragrande maggioranza dei casi, sì!

Si tratta di mioclonie benigne, movimenti involontari legati alla maturazione del sistema nervoso, che di solito si attenuano da soli nel giro di alcuni mesi. 

Come accade per gli scatti nel sonno negli adulti, anche i neonati possono avere improvvisi sussulti mentre dormono, ma le cause sono molto diverse: negli adulti entrano in gioco stress e stanchezza, mentre nei più piccoli c'entra soprattutto un sistema nervoso ancora in fase di sviluppo. 

Cosa sono gli spasmi dei neonati nel sonno

Gli spasmi dei neonati nel sonno sono contrazioni muscolari brevi e involontarie che compaiono mentre il bambino dorme. Quando sono benigni, si chiamano mioclonie neonatali benigne del sonno: coinvolgono braccia, gambe o tronco, durano pochi secondi e non indicano una malattia.

Questa definizione contiene già l'informazione più importante: il movimento avviene durante il sonno e non lascia conseguenze. Il bambino non soffre, non si sveglia necessariamente, non cambia colore e, una volta passata la scossa, riprende a dormire come se nulla fosse.

Chi li osserva, li descrive in modi diversi, ed è per questo che le ricerche dei genitori sono così varie: "il neonato si muove nel sonno", "scosse nel sonno dei bambini", "scatti nel sonno nei neonati", "il mio piccolo ha come dei brividi". 

Sono tutti modi per descrivere lo stesso fenomeno, che può avere sfumature diverse:

  • sussulti singoli, simili a una piccola scossa che attraversa il corpo, spesso a un braccio o a una gamba;
  • serie di scosse ripetute, a raffica, che possono durare anche diversi minuti ma che si interrompono da sole;
  • movimenti più localizzati, come il tremolio di una mano, un piede che scatta o il mento che vibra.

Perché il neonato si muove nel sonno

Per capire questi movimenti bisogna partire da un dato che spesso sorprende: il sonno di un neonato non somiglia a quello di un adulto. 

Nei primi mesi di vita, i cicli sono molto più brevi e una parte consistente del tempo (circa la metà) viene trascorsa in una fase chiamata sonno attivo, l'equivalente primitivo della fase REM. È un sonno vivace, tutt'altro che immobile: il bambino fa smorfie, muove gli occhi sotto le palpebre, sorride, sospira, agita le mani e a volte emette piccoli suoni.

A questo si aggiunge l'immaturità del sistema nervoso. I circuiti che regolano i movimenti volontari e quelli che frenano i movimenti involontari non sono ancora coordinati. Durante il sonno, quando il controllo cosciente si spegne, i segnali "di fondo" possono emergere sotto forma di scatti. Non c'è nulla che si sia guastato: semplicemente il sistema è in costruzione, e ci vogliono mesi perché si rifinisca.

C'è poi il riflesso di Moro, presente alla nascita e molto evidente nei primi mesi. Se il bambino ha una sensazione improvvisa di perdita di appoggio o sente un rumore forte, spalanca le braccia e le richiude come in un abbraccio. Durante il sonno può scattare da solo, senza alcuno stimolo apparente, e a volte sveglia il piccolo, che si mette a piangere. Questo riflesso tende a scomparire con il passare dei mesi, di solito intorno ai quattro-sei.

Mioclonie benigne: come riconoscerle

Esistono caratteristiche tipiche che aiutano a distinguere le mioclonie benigne dei neonati da altri fenomeni. Non sostituiscono la valutazione del pediatra, ma permettono di arrivare alla visita con osservazioni utili.

  • Compaiono solo durante il sonno. È il criterio più importante: se gli scatti si presentano quando il bambino è sveglio, vigile e interagisce, il quadro cambia e va riferito al pediatra. Nelle mioclonie benigne, invece, quando il piccolo è sveglio, i movimenti spariscono completamente.
  • Si interrompono quando il bambino viene svegliato o preso in braccio. Un genitore che lo accarezza, lo solleva o lo sveglia con dolcezza vede la scossa fermarsi. È un indizio rassicurante, perché i fenomeni di natura diversa tendono invece a proseguire anche quando il bambino è sveglio.
  • Sono "a grappolo" e interessano più parti del corpo. Spesso le scosse si ripetono a ondate e coinvolgono ora un braccio, ora una gamba, ora l'altro lato, senza un lato sempre uguale. L'alternanza fra i lati è tipica della forma benigna.
  • Non c'è alterazione del colorito né del respiro. Il bambino resta rosa, respira con regolarità e, finito l'episodio, riprende un sonno tranquillo.
  • Compaiono nelle prime settimane e tendono a ridursi con i mesi. Di solito si manifestano nei primi giorni o nelle prime settimane di vita e, nella grande maggioranza dei casi, si attenuano e scompaiono entro i primi mesi, in genere intorno ai sei.

Un consiglio pratico: se hai dubbi, filma l'episodio con il telefono (da lontano, senza intervenire, finché non è finito). Un breve video è spesso più utile di qualsiasi descrizione a parole, perché permette al pediatra di capire subito di che tipo di movimento si tratta.

Brividi, tremori e riflesso di Moro: cosa non confondere

Molti genitori parlano di "brividi del neonato" oppure dicono che "il neonato trema nel sonno" perché osservano qualcosa di diverso dallo scatto vero e proprio. Vale la pena fare chiarezza.

I tremori fini di mento, labbra, mani o piedi sono molto frequenti nelle prime settimane, sia nel sonno sia da svegli, e di solito si presentano quando il bambino piange o è agitato. Sono dovuti alla stessa immaturità nervosa. Si distinguono perché sono rapidi, regolari e si fermano se si blocca delicatamente l'arto con la mano: il tremore si smorza.

I brividi (talvolta chiamati "shuddering") sono episodi brevissimi in cui il bambino, anche da sveglio, rabbrividisce con spalle e testa, come se avesse freddo. Sono considerati benigni e di solito passano con la crescita, ma essendo diversi dalle mioclonie del sonno conviene sempre segnalarli al pediatra.

Il riflesso di Moro, come abbiamo visto, è l'abbraccio improvviso a braccia aperte, spesso innescato da un rumore o da un cambio di posizione.

La distinzione di cui tener conto, in sintesi, è questa: nelle mioclonie benigne il movimento è un sussulto ritmico che avviene nel sonno e non si ferma bloccando l'arto, ma si interrompe svegliando il bambino; nei tremori il movimento è più fine, si ferma trattenendo l'arto e compare spesso da svegli.

Spasmi infantili benigni o no? Una distinzione importante

Chi cerca "spasmi infantili benigni" si imbatte facilmente in un termine che spaventa: spasmi infantili, o sindrome di West. È importante non confondere le due cose, perché hanno significati opposti.

Le mioclonie benigne del sonno sono un fenomeno innocuo del neonato. Gli spasmi infantili veri, invece, sono una forma rara di epilessia dell'infanzia che compare in genere tra i tre e i dodici mesi, più spesso intorno ai quattro-otto. Si presentano da svegli, soprattutto al risveglio o dopo la poppata, come contrazioni brevi del tronco che si flette in avanti con le braccia sollevate, ripetute a serie ravvicinate; spesso si accompagnano a pianto, perdita di interesse per l'ambiente o rallentamento nelle tappe dello sviluppo.

Non serve spaventarsi: il fenomeno è raro e non è ciò che si osserva nelle mioclonie benigne. Ma proprio perché richiede una diagnosi tempestiva, qualunque movimento ripetuto che compaia da sveglio, soprattutto dopo i tre mesi, va segnalato subito al pediatra.

Quando preoccuparsi: i segnali da non sottovalutare

Il criterio generale è semplice: gli scatti nel sonno che si fermano svegliando il bambino e che non lasciano conseguenze sono, in genere, benigni. 

Ci sono però situazioni in cui conviene contattare il pediatra senza aspettare.

  • Movimenti presenti anche da sveglio. Se il bambino ha sussulti, rigidità o movimenti ripetuti mentre è vigile, il quadro non è più quello delle mioclonie del sonno e merita una valutazione.
  • Episodi che non si interrompono quando si tocca o si sveglia il piccolo. Se tenendo il braccio o la gamba il movimento continua, o se il bambino non reagisce agli stimoli, è un segnale da riferire con urgenza.
  • Alterazioni del colorito, del respiro o dello sguardo. Labbra bluastre, pallore improvviso, pause del respiro, sguardo fisso o occhi che deviano in una direzione richiedono un intervento immediato: in questi casi chiama il numero di emergenza.
  • Sonnolenza insolita, difficoltà a nutrirsi, pianto inconsolabile o febbre. Quando gli scatti si accompagnano a un cambiamento del comportamento generale, non vanno considerati isolatamente.
  • Persistenza oltre i primi mesi o peggioramento. Se gli scatti non diminuiscono con il tempo o diventano più frequenti e prolungati, è opportuno farli valutare, anche se il bambino sembra stare bene.
  • Rallentamento nelle tappe dello sviluppo. Se noti che il piccolo non sorride, non segue con lo sguardo o sembra perdere abilità già acquisite, parlane con il pediatra.

Se continui ad avere dubbi, fidati dell'istinto: è sempre meglio una visita in più che una in meno. Il pediatra può, se necessario, indirizzarti a un neuropediatra per approfondimenti, che di solito servono proprio a confermare la natura benigna del fenomeno.

Cosa fare quando il neonato ha scatti nel sonno

Davanti a un episodio la tentazione è intervenire subito, ma spesso la risposta migliore è la più semplice.

  1. Osserva con calma, senza prendere il bambino in braccio di scatto, per capire come si muove e quanto dura.
  2. Controlla colorito e respiro. Se sono regolari e il bambino sembra sereno, di norma non c'è da fare altro.
  3. Se l'episodio si prolunga o hai dubbi, accarezzalo o prendilo in braccio: nelle mioclonie benigne il movimento si ferma.
  4. Filma l'episodio, se possibile, e annota quando succede, quanto dura e se coinvolge un lato o entrambi.
  5. Parlane al pediatra alla prima occasione, anche se tutto sembra a posto: sarà lui a confermare che si tratta di un fenomeno benigno.

Alcune abitudini, inoltre, aiutano a rendere il sonno più sereno, pur senza "curare" le mioclonie, che non dipendono da errori dei genitori. Mantieni una temperatura ambientale confortevole (né troppo calda né troppo fresca), riduci i rumori improvvisi e segui le indicazioni dei pediatri sul sonno sicuro: il bambino va messo a dormire sulla schiena (a pancia in su), su una superficie piana e ben sostenuta, senza oggetti morbidi vicino al viso.

Il riposo del neonato: perché la superficie su cui dorme conta

Un materasso non causa né cura le mioclonie, ma incide sul modo in cui il neonato trascorre le sue lunghe ore di sonno. Un bambino piccolo dorme per gran parte della giornata, ed è quindi importante che la superficie sia piana, ben sostenuta e traspirante, in modo da garantire un riposo comodo e sicuro, soprattutto durante i frequenti risvegli.

Se stai ancora preparando la culla o ti stai chiedendo come aiutare il piccolo ad abituarsi al suo nuovo spazio, trovi molti spunti pratici nell'articolo su come abituare il neonato a dormire nella culla senza stress per nessuno.

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  • quando il bambino passa al lettino, il materasso in lattice modello TEDDY offre una schiuma di lattice naturale e traspirante, con superficie forata e struttura a celle aperte;
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Puoi esplorare anche le categorie dedicate ai materassini per culla, ai materassini baby in lattice e ai materassini baby in waterfoam.

Il cuscino, invece, non serve ai neonati e nei primi mesi non va usato. Dai 12 mesi in poi, è possibile scegliere modelli specifici, caratterizzati da uno spessore molto contenuto, che aumenterà nel corso degli anni. Arrivato all'adolescenza, sarà poi il ragazzo stesso a scegliere lo spessore che preferisce, in base alle proprie esigenze e alle proprie abitudini di sonno. 

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FAQ

Gli spasmi nel sonno dei neonati sono normali?

Sì, nella maggior parte dei casi sono mioclonie benigne legate alla maturazione del sistema nervoso. Compaiono solo durante il sonno, si fermano quando il bambino viene svegliato e non lasciano conseguenze. Nel dubbio, è bene parlarne al pediatra.

A che età passano le mioclonie benigne nei bambini?

Compaiono di solito nelle prime settimane di vita e, nella grande maggioranza dei casi, si attenuano e scompaiono entro i primi mesi, in genere intorno ai sei. Se persistono più a lungo o peggiorano, conviene farle valutare dal pediatra.

Come distinguere gli scatti nel sonno dalle convulsioni?

Le mioclonie benigne avvengono solo nel sonno e si interrompono svegliando il bambino. Le convulsioni persistono anche da sveglio, non si fermano trattenendo l'arto e possono comportare occhi fissi, pallore o alterazioni del respiro. In questi casi chiama subito il pediatra o il numero di emergenza.

Perché il neonato trema o ha i brividi nel sonno?

Tremori fini e brividi sono frequenti nelle prime settimane, perché il sistema nervoso è ancora immaturo. Di solito sono innocui e si fermano se si trattiene delicatamente l'arto. Se durano a lungo o compaiono con altri sintomi, segnalali al pediatra.

Il materasso influisce sugli scatti nel sonno del neonato?

Il materasso non causa né cura le mioclonie, che dipendono dallo sviluppo neurologico. Una superficie piana, ben sostenuta e traspirante, adatta all'età, contribuisce però a un sonno più confortevole e sicuro, secondo le indicazioni sul sonno sicuro del neonato.

Vedere il proprio bambino sobbalzare nel sonno fa parte di quei momenti che nessun libro riesce a rendere davvero tranquilli, finché non li si vive. Sapere che, nella maggior parte dei casi, quegli scatti sono solo il segno di un sistema nervoso che sta imparando a funzionare aiuta a respirare più serenamente, ma non sostituisce mai il confronto con il pediatra, che resta il tuo punto di riferimento ogni volta che qualcosa non ti convince.

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